Fly

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Saturday, 26 December 2015

Le cose piu' belle

Le lezioni di yoga alle 6 di mattina.
la marmellata d’arance di mamma a colazione,
la nascita di Luca,  
il Nepal e Alejandro,
il mio mercoledì di tango,
il vino rosso,
Jamie che mi ha salvato,
il cuore che non ha logica,
quel romanzo che mi ha fatto sognare,
il rossetto color ciliegia,
le note di un sax a Villa borghese,
Montale e le sue poesie,
quei 10 km in 51 minuti,
le sere in cui il cellulare e' inutile,
il mare in Calabria ad agosto,
mamma,
i baci anche senza vischio,
il mio coraggio inaspettato,
concedermi il lusso del pianto,
la famiglia d’origine e tutte quelle adottive,
fare l’amore,
la torta alle noci,
il profumo di bucato,
l’odore del caffè al mattino,
i ricordi che scaldano il cuore,
i biglietti d’auguri che conservo,

ricominciare a sognare.



Saturday, 17 October 2015

Viaggi

Non mi sono mai immaginata col vestito da sposa, la classica frase “ ho sempre saputo come volevo che fosse” non potrei mai pronunciarla, ne’,  tanto meno, ho mai immaginato  il fatidico giorno del si.
Quindi se e’ vero che se vuoi qualcosa devi visualizzarla anche quando e’  lontana dal succedere…ecco svelati gli arcani.
Però se  c’e’  una cosa che, invece, ho sempre sognato e’  immaginarmi andare da un aeroporto all’altro, visitare posti lontani e più le culture che conosco sono diverse dalla mia più  ne sono affascinata.
Tra i viaggi che ho fatto ci sono ancora molti  posti nella mia lista dei desideri, ma sicuramente ai primi posti ci sono Nepal e India.. e dal primo mi separano solo 2 settimane. Ormai non manca quasi nulla, domani preparerò il borsone e lo zaino, cosi da iniziare a regolarmi e non sforare con il peso consentito.
Da questo viaggio,  mi aspetto delle emozioni incredibili.
La verità  e’  che tutti i viaggi che ho fatto mi hanno mi hanno letteralmente aperto dei mondi nuovi, fatto conoscere gente che altrimenti non avrei mai incrociato per un attimo, fatto apprezzare culture che non avrei immaginato essere così diverse dalla mia, assaggiato cibi e spezie che non conoscevo ( e ogni tanto anche imparato a riprodurli ) e ovviamente ho scoperto posti che non c’e’ discovery channel che tenga, visti dal vivo ti lasciano senza fiato.
Penso alle immersion in Egitto, che continuavo a sognare per un bel po’ di tempo anche dopo essere rientrata a casa, al cammino di Santiago che oltre a rendere magica e fortissimo la mia amicizia con Petra, mi ha fatto conoscere meglio anche me stessa, per non  parlare dei viaggi in Giappone terra che ho amato molto tempo prima di andarci ma forse il viaggio più  importante e’ stato quello iniziato nell’ ottobre del 2001, a casa di GL, a Camden Town.

Sunday, 4 October 2015

Blackpool tower

Sono passate le due di mattina, sono stanca, ho le articolazioni doloranti, mi siedo su questa poltrona di velluto rosso di fronte alla pista da ballo e mi guardo intorno.
Con un po’di fantasia posso davvero immaginare di vivere una serata di fine 800. Questa ballroom e’ una gemma vintage. La sala da ballo realizzata nel 1894 era più piccola di quella di oggi, ricostruita nel 1956 in seguito ai danni causati da un incendio. La particolarità del pavimento e’ che i blocchi di mogano, rovere e noce ricoprono 1230 molle, per cui quando si balla si avverte un movimento ondulatorio sotto i piedi. 

Stasera la  DJ suona buona musica, vecchia musica, musica familiare, dicono che sia arrivata dagli Stati uniti per questo mega evento, ma la vera perla della serata e’ il quintetto argentino e i loro arrangiamenti tango-punk. Unici, ancora di più se si pensa al genere di musica, al posto ottocentesco e allo stile di quei 5 ragazzi. 
 Un po’ come la scena di “Ritorno al futuro”, quando Marty sostituisce il chitarrista  per l'ultima parte del ballo e improvvisa Johnny B. Goode.

Tra un po’ci sarà l’ultimo set di canzoni e nonostante la stanchezza, voglio cercare un cavaliere. In realtà, a questi eventi e’ sempre stimolante ballare con gente che non si conosce, anche per testare la capacità di interpretare un tango con ballerini nuovi. Ma non ne ho voglia, preferisco che l’ultima danza sia familiare, rassicurante, fluida, guardo intorno e vedo lui, che fa parte del mio gruppo e che e’ uno dei miei preferiti. Il mio sguardo e’ chiaro e lui per fortuna lo incrocia, mi fa un cenno con la testa e la mia risposta e’ un sorriso. Si avvicina e mi prende per mano. Due passi e siamo l’uno di fronte l’altro, lui si piega leggermente avvicinando il suo torso al mio e avvolgendomi nel suo abbraccio familiare e, forse azzarderei, confortante. Quello e’ il momento in cui sono sempre molto consapevole della mia femminilità, del mio seno che si adagia sul suo petto, dei movimenti che fa seguendo il ritmo del mio respiro. Ma presto la musica comincia e i nostri passi iniziano a intrecciarsi perfettamente, così dimentico per un po’ quest’intimità’.  Quando ballo spesso chiudo gli occhi, mi viene tutto più naturale così, ed e’ come se non potessi più dire dove ogni movimento, ogni pausa, ogni accelerazione cominci. Sto ascoltando la musica, ma ancora di più il suo corpo, o forse dovrei dire che ascolto la musica attraverso il suo corpo. Lui mi parla con la danza e le mie sono risposte intuitive, più che tecniche, ma quella, la tecnica, arriverà con l’esperienza. Per ora l’ intuizione ha la meglio, in tango e nella vita.  Ho la sensazione che questa tanda stia scorrendo meravigliosamente, e’come se i suoi movimenti anche quelli più impercettibili puntino un riflettore su certi ritmi, certe battute, certi tempi, rendendo i miei movimenti perfetti e la danza fluida e magica.Quando mi si chiede come mai ami tanto il tango, così sensuale, con queste note malinconiche, e forse un po’ melodrammatico, devo dire che non lo so. Il tango e’ tutto questo ed anche molto di più. Una danza intima con sconosciuti, passionale, nostalgica e teatrale, ma appunto come tutte le passioni non può essere spiegata. O forse la risposta può essere trovata nell’ultima danza di questa notte.
 

Sunday, 27 September 2015

Buona domenica

Ritorno sul mio diario online, di cui ho sempre sentito la mancanza, ma era l’idea di renderlo triste che mi ha fatto allontanare, se avessi scritto non sarei riuscita a esprimere altro.
Precipitata  in un’empasse malinconica ho cercato di aggrapparmi un po’ ovunque, allo yoga per esempio, ma anche al lavoro, ovviamente agli amici e infine nello strizza cervelli, soprannominato “il regalo più bello che mi potessi fare”.
Forse, però,  l’aiuto maggiore lo ha avuto dal tango,  quei passi sensuali ed eleganti, la musica che mi trascinava in un mondo lontano,  gli abbracci nei quali mi raggomitolavo dolcemente, ecco quelle serate mi facevano dimenticare ogni cosa e solo lì riuscivo davvero a vivere esclusivamente il presente.
Adesso che mi sono ripresa alla grande, spero di scrivere molto più spesso…come facevo col blog nato in Olanda, che era un po’come i giardinetti vicino casa mia, dove andavo a trovare gli amici regolarmente, per  chiacchierare con tutti, di tutto e dove gli amici aumentavano ad ogni post. E tutta quella gente per quanto virtuale, era ciò che di più reale potesse esserci, con le loro storie e i loro commenti.


Poi a rendere la risalita ancora più semplice, qualche mese fa ho ricevuto un dono meraviglioso, un nipotino bellissimo che e’ ormai ufficialmente il mio essere umano preferito.  

Monday, 6 April 2015

Peak district

Ero convinta, già dalla sera prima, che sarebbe stata una giornata soleggiata, luminosissima, calda, così al mattino non ho neanche guardato fuori dalla finestra, tanto ne ero certa. 
Ovviamente avevo dimenticato un particolare, anzi due…vivo in Inghilterra e precisamente nel Nord Ovest, laddove il tempo ha una variabilità così repentina che tiene il passo al mio umore.
Per cui uscendo da casa, quasi quasi c’ero rimasta male, la nebbia avvolgente mi aveva colto di sorpresa. Arrivo alla stazione, faccio il biglietto per questo posto che si chiama Hope, nei peak district.
Hope, che poi e’ ciò che non perdo mai, neanche oggi, neanche in questo periodo.  Arrivano gli altri e si parte, per quella camminata tra le colline, giornata che avevo programmato da tempo. Si chiacchiera, mi e’ tornata la verve e la parlantina. Insomma, mi sono tirata su la maschera, la verità e’ che sto meglio.
Il treno e’  pieno di gente, ci sono due ragazze di colore che dormono, una poggia la testa sulla spalla dell’altra, c’e’  un ragazzo con i capelli rossi con un accento mancuniano fortissimo, ha i capelli raccolti in una coda alta, e penso che vorrei tingerli di rosso anch’ io...ma tanto non lo farò mai.
Arriviamo ad Hope, e troviamo un sole bellissimo, fa anche caldo e quando si cammina verso su,devo togliermi la maglia, prendo anche gli occhiali da sole. Ogni tanto preferisco andare avanti per non essere disturbata, per potermi immergere nei miei pensieri, che sono tantissimi, da mia sorella che e’ prossima al parto, al viso che  potrà avere questo bimbo, a mio fratello lontano, ma che alla fine e’ quello che sento sempre più vicino, a questi ragazzi che camminano con me e che inconsapevolmente sono un bel palliativo alla mia malinconia cronica, alla psicoterapia che ho iniziato da poco e che spero possa essere se non la soluzione almeno un aiuto decisivo  ...

La salita diventa sempre più ripida, il sole pare sempre più caldo, i polpacci iniziano a fare male, ma so che tra un po’  arriverò lì su e dalla cima ci sarà  un panorama mozzafiato. Tutto quello di cui ho bisogno. 


Monday, 16 March 2015

Blaterare

La verità e’ che quando dovrei stare bene, sto male. La mia anima funziona al contrario di quella delle persone normali. Forse perché  normale non sono.
Non so neanche perché  lo scrivo, qui...dove nessuno mi conosce realmente e poi alla fine a commentare e a darmi consigli sono sempre meno.  Ma forse e’  proprio per questo, che lo faccio qui. Poi magari tra un po’ prendo cancello tutto e chi s'è visto s'è visto.
Rimuovo, specialità in cui credo di essere bravissima, ma invece mi sa che mi faccio male i conti. Tant’e’  che  poi tutto sto tsunami interno rimane a me.
Gestisco i miei rapporti con gli uomini, in un modo che definire di merda e’  un eufemismo. Esatto quando dovrei stare bene sto male. Perché non mi fido, perché sono sempre convinta che tanto finisce.
Finché non mene frega niente, tutto fila liscio come l’ olio. Me la tiro e tutto procede. Quando penso che sono cotta a puntino perdo il controllo di me stessa vado nel panico. Mi spengo, perdo la verve, il buon umore e la serenità.
La paura prende il sopravvento. …e non e’ solo per la storia di mio padre, che ero ragazzina e se ne e’ andato e bla bla bla..che ormai ho rotto i maroni pure a voi.
Ma forse per qualcos’ altro, a cui imputo la colpa di tutto, ma proprio tutto,la mia fragilità, le mie paure e il mio rapporto con l’ altro sesso e tutte le mi contraddizioni ed incertezze. E dovrei avere il coraggio di parlarne, che forse sarebbe anche un inizio. E invece niente.

Facciamo finta di rimuovere.

Thursday, 19 February 2015

Baby thoughts

Non so in effetti cosa sia stato..ma quando ho visto quel post, mi sono emozionata tantissimo, forse troppo considerando che non mi stava neanche tanto simpatica.
Lei e’ una collega del mio ex, che poi, per via di un’ amica comune, continuo a vedere di tanto in tanto quando vado a Newcastle. 
Era insopportabile, autoritaria e prepotente, però anche molto generosa…una di quelle persone che non si faceva passare una mosca sotto il naso.
Oggi, nel network più popolare di tutti, ha annunciato la nascita del suo bimbo, che ha un nome che più greco non si può...che se fosse un bambino italiano, sarebbe condannato ad essere preso per il culo a vita eterna. 
Però...lette le sue parole, mi si e’stretto il cuore, di gioia e mi si e’ riempita la mente di ricordi.
Probabilmente la mia emozione spropositata era dovuta più a quei flashback di vita insieme (non tanto a lei quanto a lui) che al nascituro.
Ed io che in realtà non ho mai saputo se un figlio lo avessi voluto davvero, sempre più spesso mi trovo a chiedermi che mamma sarei stata, se sarei stata felice con un pargolo o due.  

Che poi, qualsiasi risposta mi dia, ormai non cambierebbe molto, tanto in questa vita non mi e’ toccato.

Monday, 10 November 2014

Ci sono...

Ci sono notti in cui guardi il cellulare ogni mezz’ ora e pensi che l’Europa sia ingiusta, piazzata lì, tra me e l’ospedale dove si trova mia madre.
Ci sono i miei fratelli in punti diversi del mondo che, comunque, non potrebbero essere più vicini al mio cuore.
Ci sono le mie sante cugine, lì con lei, forse le vere figlie di mamma, che riescono a ridurre le distanze, con l’affetto che hanno per la mia famiglia.
Ci sono io che mi giro in un letto pieno solo di paure.  
Ci sono albe in cui neanche il caffè profuma di buono e mattine che passano così lente da farmi sentire invecchiata di 100 anni.
E poi finalmente ci sono le parole di mamma, rassicuranti e forti, che trasformano l’angoscia, in un senso di pace e chiudono la giornata in un lieto fine al quale, quasi non credevo più .