Fly

Fly

Thursday, 22 May 2014

Sarebbe bellissimo.

Era un lunedì , tornavo da una lezione di francese, ignara, perché nonostante tutto non mi ero resa conto della gravità.
Ancora mi domando come sia possibile, sapevo cosa fosse un tumore e sapevo cosa volesse dire morire, avevo 15 anni, non 5.
Eppure pensavo che sarebbe passato, una brutta malattia, ma non grave.
L’anno successivo avrebbe ripreso a darmi passaggi a scuola e avremmo recuperato quell’anno triste, con le nostre conversazioni, con tutti i suoi racconti, con ogni mia domanda.
Invece quel lunedì, ad aprire la porta di casa c’era mia zia, piangeva, in quel preciso istante, come se mi si fosse illuminato il cervello, ho capito.
Ancora oggi mi chiedo, come sia possibile che pur non avendo mai sospettato che sarebbe andato via, quella sera mi è bastato un secondo per collegare e capire.
Mi lasciava sola con tutte le mie fragilità, mai risolte, e con tutte le mie domande alle quali anche da adulta non so dare una risposta.
E va bè, è andata cosi. E il tempo che passa è  solo la prova che a certe mancanze non ci si abitua neanche quando gli anni senza sono molti molti di più di quelli con.
Io, intanto, continuo a guardare la sua foto e a pensare con orgoglio che gli somiglio tanto, anche se forse, proprio vero non è.
E stasera, più che mai vorrei andare a letto e sognarlo e domani svegliarmi con la sensazione di avergli parlato davvero, di averlo ascoltato e abbracciato.
Ecco, sarebbe bellissimo.

Sunday, 13 April 2014

Lago del paradiso

Negli ultimi anni ho assistito a tanti matrimoni, tutti molto internazionali e diversi, ma  a quello di ieri ci sono andata  con una curiosità unica.
Si trattava di un matrimonio musulmano, la sposa e’ una mia cara amica con un nome dal significato un po’ fiabesco, “lago del paradiso”, ed  anche il posto il cui si e’ svolto mi ricordava una favola orientale.
Era tutto fastoso, dai vestiti sfarzosissimi, alla sala del ristorante sontuosa e luccicante.
Poi c’era un palco, con poltrone dorate, che davvero davano l’impressione di essere troni reali.
La prima cosa che mi ha colpito  e’ stata l’entrata della sposa che anticipa l’arrivo dello sposo e che dopo aver fatto un ingresso trionfale, va in una stanza lontana da tutti, e li' resta per buona parte della serata.
L’arrivo dello sposo e’ più pomposo, un po’ tipo processione, tutti gli uomini della sua famiglia camminano in fila indiana, ballando e suonando dei tamburi enormi.
Poi dopo una mezz’ oretta di tranquillità , c’ e’ il momento più importante di tutta la cerimonia, il Nikah, che nonostante sia una funzione religiosa, non deve necessariamente avvenire in una moschea.
Questo  e’ il momento in cui gli sposi si impegnano a prendersi come marito e moglie, però invece di farlo l’uno accanto all’ altra lo fanno separatamente. La sposa pronuncia i voti nella misteriosa stanza, lontano da tutti gli invitati e in presenza della sola famiglia, mentre lo sposo lo fa, di fronte a tutti gli invitati e ovviamente di fronte l’ Imam. 
Solo dopo il Nikah, gli sposi si incontrano per passare il resto della serata insieme, sul palco ammirati da tutti gli invitati, che dopo aver cenato, andranno a congratularsi con loro e con le rispettive famiglie.
Mi e’ stato detto che questo matrimonio musulmano si e’ svolto in maniera alquanto moderna, poiché la tradizione vuole che uomini e donne festeggino  separatamente e che gli sposi si incontrino solo dopo la festa.
Per me e’ stata un’ esperienza indimenticabile non solo per il matrimonio in se,ma anche per la gentilezza, la cordialità e le attenzioni che ho ricevuto da tutti, essendo l’unica invitata non musulmana.


Vi lascio uno foto di Kauser,la sposa, come prova inconfutabile della sua bellezza e del suo meraviglioso vestito.


Sunday, 9 March 2014

Before sunrise

Un  blog abbandonato per quasi un anno, tornavo spesso, a rileggermi, cercando un motivo per riprenderlo.
Dal 2007 in tanti mi hanno dato uno spunto di riflessione su cio' che mi succedeva. E’ questo era forse il motivo principale per cui davvero volevo ricominciare.
Sono successe tante cose, ho cambiato lavoro, mollato il mio ragazzo, fatto qualche viaggetto, conosciuto tanta gente nuova, c'e' stata qualche delusione, ma e’arrivato anche qualche successo che mi ha fatto sentire forte e felice.

E oggi ho deciso di ricominciare, lasciando una foto del mio recentissimo viaggio ad Atene, dove alle 4 di mattina, giravo tra le vie del centro, unico momento in cui anche il caos faceva una pausa. 


Sunday, 2 June 2013

Certi giorni

La verità e’che inizio a scrivere un post, lo rileggo e poi cancello tutto..
Vorrei scrivere qualcosa che strappasse un sorriso, invece niente, perché se l’umore non e’ quello, allora e’inutile anche provarci.
Non che le cose vadano particolarmente male, ma, come sempre, potrebbero andare meglio.
Per esempio il lavoro, non c’ e’ niente da fare io sono diversa da tutti loro, che senza peli sulla lingua affermano di essere : Conservative. Dichiarandolo anche quando si descrivono sui social networks, da facebook a twitter, passando per linkedin.
Come potrei trovarmi a condividere le loro idee politiche? Io che ho studiato diritti umani, e lavorato come volontaria nel centro rifugiati del Nord Est; io che sono una straniera che ha deciso di vivere nel paese che le piace di più e principalmente per scelta.

Poi c’e’ la storia di un' amica molto molto deludente, che mi ha fatto decidere di cancellare la festa di compleanno, quello in cui si fanno i bilanci e allora vuoi intorno tutte le persone più importanti della tua vita, perché diciamo la verità, l’arrivo degli “anta” deve essere accolto con tutta l’energia positiva di chi ti ama.  E visto che comincio a pensare che forse faccio un po’di confusione tra chi e’ e chi non e’ importante, allora ho annullato tutto.

Dulcis in fundo,  il mio lui, di cui sono cotta a puntino, ma che, come l’amica, andrebbe mandato a quel paese, semplicemente perché non c’e’ mai, più impegnato di Obama, che  invece  e’ riuscito a sposarsi e metter su famiglia. Al contrario Francis,non potrebbe mai fare ne’ l’una ne’ l’altra cosa, visto che il tempo massimo che mi può dedicare e’ una serata a settimana, che sarà pure, sempre,  bellissima,  ma che mi lascia l’amaro in bocca, perché a me non basta più e se ne parliamo, non arriviamo a niente.

E so che, come sempre, la decisone spetta a me, e che sto solo rimandando, perché poi quando sto con lui mi perdo ad osservare la sua pelle vicino alla mia e penso che in natura non si potrebbe trovare un accostamento  più bello di questo.


Saturday, 9 March 2013

Lavorare stanca, ma a volte anche dormire


Ultimamente la mattina mi sveglio stanca, sogno di tutto, passato, presente e futuro.
Sono agitatissima, in ufficio non ce la faccio più, mi sento circondata da arroganti e incompetenti, non tutti ma molti. Le parole di apprezzamento arrivano dai miei colleghi, ma in tutta onestà e’ ora che arrivi qualche riconoscimento anche da altri.
Poi c’e’un'altra cosa, motivo della mia agitazione, sto comprando casa e questo e’ l’impegno più grosso che abbia mai preso in vita mia. Significa legarmi a questa città e a questa terra per molto tempo. Significa che dovrò pregare affinché la mia situazione lavorativa non cambi, nonostante la crisi e la mia impulsività.
Poi quando penso di aver fatto tutto da me, decidere, discutere e scegliere il mutuo, controllare la parte legale e stabilire chi mi rappresenti nella compravendita, occuparmi di indagini di vario tipo e tante altre cose, ecco ora mi sento smarrita. E se ho sbagliato tutto? E se non ho capito un cavolo? E se avrei dovuto fare diversamente? Non ho avuto l’opinione di nessuno, in nessuna delle fasi di acquisto ed ora i dubbi mi assalgono. L’unica che ha visto l’appartamento sono stata io, e se ho scelto male?
Poi il terzo motivo… tra meno di un mese si sposa mio fratello, e sono felice, giuro.
Ma anche no.
Tra qualche settimana ci ritroveremo a casa di mamma, tutti, inclusa mia cognata e la sua famiglia che arriva dal Giappone con furore. Speriamo che parlino inglese, se no staremo a fare inchini tutto il giorno.
 A lui vorrei dire che gli voglio un bene infinito, anche se mi fa incavolare sempre, ma mi fa anche ridere molto. Ed e’ il pensiero di quelle risate, che mi rattrista, perché voglio che continuino, che seguano  battute fatte nella nostra lingua.  E quelle serate soli io e lui, a parlare a sfinimento, ecco, magari anche quelle ogni tanto, se ci fossero sarebbero bello

Sunday, 24 February 2013

Decisioni


Fidanzata da 8 anni. Lo molla ad agosto (lui in effetti un pesantone come pochi), incontra un altro. Iniziano una relazione.
La rivedo a Novembre, e’ indecisa, le manca il pesantone.
La rincontro a Dicembre e’ felice con il nuovo compagno, passeranno il capodanno via da qui, lontani dal freddo inverno.
A gennaio la ritrovo  incinta, contenta, un figlio era ciò che aveva sempre desiderato anche con l’altro.
A Febbraio invece, non sa più cosa vuole, forse non vuole più il nuovo fidanzato, forse rivuole l’ex. Forse no. Forse non vuole il bambino.
Chiede a me che fare.
A me? Cosa avrei mai potuto dirle?
Avrei potuto dirle che io non avrei dubbi, avrei sicuramente mille paure, ma l’idea di non andare avanti non mi sfiorerebbe nemmeno. Lo so che e’facile dire “io terrei il bambino anche da sola”, in fondo a me non e’capitato.
E non giudico nessuno che decida diversamente, però nel mio cuore penso davvero che alle porte dei 40 anni, le nostre azioni non possono essere risolte da un’iniezione, ancora di più quando si e’ in ottima salute e si ha un lavoro. Capisco che la vita cambierebbe radicalmente per sempre e capisco anche che vivere in un paese straniero senza la famiglia d’origine rende ogni cosa più difficile, e che tutto questo spaventi non poco, ma nonostante ciò non credo che quella sia la soluzione….
Invece non ho detto niente di tutto questo, ma solo che certe decisioni vanno prese con coraggio ed esclusivamente con la propria coscienza e poi se questo bambino domani ci sarà, ci sarò anch’io, che ormai come zia ho una certa esperienza.

Sunday, 3 February 2013

Fai bei sogni



Letto tutto d'un fiato, due serate e  non l'ho spostato dal comodino...anzi ogni tanto lo porto sul divano e mi ritrovo ad aprirlo a casaccio per rileggerne un pezzetto.
Tante di quelle frasi sono i miei pensieri più intimi. 
Perdere un genitore quando si e' piccoli, ( io ero un'adolescente innamorata di papà ), e' un'ingiustizia che non passa neanche a 39 anni. 
Anche io, non amo parlarne, ancora oggi mi fa male, mi si rompe la voce ancor prima di iniziare. 
Anche io, mi chiedevo perché a me, perché quando tutte parlavano di cosa comprare per la festa del papà, io potevo solo limitarmi a un mazzo di fiori da portare al cimitero.
Avrei voluto passare serate ad ascoltare racconti su di lui, a condividere i ricordi che, chi lo ha conosciuto, conserva, ma forse per un meccanismo di auto-protezione, conversazioni di questo tipo, in famiglia, si sono sempre limitate al minimo.
Continuo a pensare a tutti gli insegnamenti che non ha fatto in tempo a darmi, al sostegno che mi e' mancato e che mi avrebbe reso un donna più sicura.
Sarei stata una persona migliore se lo avessi avuto accanto un po' più a lungo? Sarei, forse, stata capace di amare senza riserve e timori?
Penso proprio di si.
Quel giorno un vuoto emotivo si e’ generato, nello stesso istante in cui lui e' andato via, giuro che l’ho avvertito chiaramente.
Da allora convivo,con questa voragine interiore, sognando che prima o poi riesca a trovare il modo di colmarla....e poi subito dopo penso che forse e’ meglio che resti così profonda, paradossalmente la vita e’ meno rischiosa. 

Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico l'oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo. Ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito.

 "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini



Saturday, 26 January 2013

Angel of the North

Mi sembra incredibile pensare a quanti anni sono trascorsi da quella notte in cui atterravo a Newcastle.
Erano passate le 11 di sera e ad accogliermi c’era un freddo gelido, il buio di una notte nuova ed un taxi che mi portava a Stratford road.
Sarei dovuta rimanere per un anno, finire il master e tornare in Italia.
Invece come sempre, i programmi cambiano così come vogliono gli eventi  della vita, senza nessun avvertimento.  
Da quel giorno sono passati 12 anni, una parentesi olandese e poi di nuovo in Inghilterra, che amo nonostante il freddo, gli ubriachi e la pioggia, che amo per la campagna sempre verde, per il mare cosi  diverso dal mio,ma forse soprattutto per la gente che mi ha sempre fatto sentire a casa fin da quella notte di 12 anni fa.


PS: cari amici, sono felice….ma ho il terrore di scrivere della mia felicità,  come se temessi che se ne parlo, poi svanisca…. Però ve lo volevo almeno accennare J