Fly

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Saturday, 15 December 2012

I'll be home for Christmas


Natale lontano da mamma e’ un po’ meno Natale…
Anche quest’anno, in ufficio, mi hanno fregata. E dire che qui, per 11 mesi all’anno sono abbastanza felice, poi arriva questo priodo e lo sono un tantino in meno.
Dicembre e’ iniziato con quella nostalgia canaglia, che mi si piazza, sotto forma di groppone, in gola e non si smuoverà fino al 2 gennaio.
E’ come se sentissi che l’unico posto al mondo, a cui appartengo e’ da mamma.
Sarà perché ogni volta che la vedo la trovo un po’ più invecchiata e penso che questi giorni senza di lei non mi verranno mai restituiti, sarà perché come cucina lei, non cucina nessuno, sarà  che e’ una comica mancata e i sorrisi che mi strappa sono impagabili, sarà che da sempre ha una risposta per i quesiti esistenziali che le sottopongo, sarà che le sue parole sono un balsamo per ogni mio malessere interiore, sarà per tutto questo e forse per molto altro, ma la sua mancanza a Natale la sento di più.
Allora quest’anno ci provo, voglio dire, cercherò di tornare indietro nel tempo …farò così… chiuderò gli occhi per 5 minuti e poi entrerò a casa, con la mente, starò lì  a tavola con tutti, cugini, zii, mamma, fratellone e sorellina… alzerò il bicchiere e  farò uno dei miei brindisi in rima baciata, ad ognuno di loro….ecco, mi sa che e’ l’unico modo per esserci anch’io, almeno nei miei sogni.


Saturday, 24 November 2012

Un insolito venerdi


In ufficio, nel mio gruppo, gli unici stranieri siamo io ed un ragazzo pakistano.
Ali e’ la persona, più onesta e ingenua che conosca, ne combina di tutti i colori, le discussioni in cui s’ingarbuglia con i clienti sono sempre esilaranti. 
Ma ieri mattina c’e’ stato il top.  Si e’presentato in ufficio con la parrucca, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Che poi, mi ha informato trattasi  di “membrana” non di parrucca.
I colleghi di Londra (non so da chi siano stati messi al corrente), reclamavano una foto…e lui, di nuovo, senza vedere malizia, mi chiede di scattarne 2 col cellulare.
Io eseguo con lui in posa, che munito di sorriso  mi dice:
Ali:  -  Così le invio anche a mia moglie
Ed io:   -  Ma scusa non ti ha visto stamattina quando sei uscito da casa?
Ali:  - No, ero in super ritardo e mi sono sistemato la membrana alla fermata del pullman
Io posso solo immaginare gli sguardi della gente e lui che come al solito non ci avrà fatto nemmeno caso. 

Saturday, 10 November 2012

Io, MP & GL


Andai a vivere in quell’appartamento quando avevo 3 anni, e mi raccontano che davanti casa, incontrai MP, lei si avvicinò e mi accarezzò il viso.
Da allora, abbiamo giocato insieme, fatto merende, che poi, da più grandi sono diventate pause caffè ,ci siamo abbigliate e truccate per i veglioni di capodanno, parlato di amori, scuola, e tutto il resto, per anni…. lei e’sempre stata un po’ matta, ed io quando non riuscivo a dissuaderla, l’ accompagnavo in tutte le sue follie, (che per elencarle ci vorrebbero altri 100 post)
MP ha due fratelli più grandi, ma e’di GL che voglio raccontare.
GL ha 7 o 8 anni in più, che da bambina sembravano tantissimi. Molto bello, due occhi blu, grandi grandi, come quelli dei cartoni giapponesi.
Allora la differenza di età fece si che non interagivamo molto, nonostante, io in casa sua, mi piazzassi per giornate intere, un po’come facente parte del mobilio.
Finita la scuola, lui va a studiare a Milano, poi si trasferisce a Bruxelles e poi a Londra.
Ci si incontrava poco, a Natale forse.
Poi un giorno, il mio fidanzato di sempre, quello con cui ero cresciuta, amico d’infanzia e "husband to be", mi capita davanti, per strada, accompagnato da una gentile fanciulla…ma anche questa e’ un’altra storia.
Neanche a dirlo , i programmi di matrimonio saltano. E nel salto, io cado in uno strapiombo di depressione.
Non so neanche come mi è venuto in mente, ma quando le sinapsi iniziarono a trasmettere impulsi, pensai di andare da GL.
Che mi accolse, in casa sua, sgomento perché non aveva mai visto tante lacrime tutte insieme, ed una pazza che (tanto per dirne una) quando le venne detto, “in realtà questa e’ una casa non fumatori”, rispose: “Ok, fumerò in cucina”.
E per più di un mese, furono lacrime e fiotti di fumo.
E il povero GL, mi confessò che quando la mattina usciva da casa, era terrorizzato a sapermi sola, come una mina vagante per Londra.
Col tempo mi sarei resa conto che anche quel periodo di catarsi turbolenta, e’stato una manna dal cielo, le parole di GL ancora oggi mi risuonano in testa, molto spesso, e capita nei momenti bui….infatti credo che tanto di quello che sono oggi, sia  merito suo.
Perché da quella casa a Camden town , sono venuta fuori diversa, tipo da bruco a farfalla per dare un’idea…più bella insomma, dentro, perché da lì sono iniziate tante esperienze che non avrei mai fatto ed ho incontrato gente che non avrei mai neanche incrociato per un attimo.
  …insomma io a GL, gli devo tanto, ma proprio tanto.


Monday, 29 October 2012

Gate D18


Sono a Schipol, seduta per terra a gambe incrociate, in attesa che ci facciano imbarcare per Manchester.
Non mi dispiace aspettare, questo e’uno di quei luoghi ultra familiari, dove sono passata tantissime volte, tra voli cancellati, ritardi, connessioni, attese di amici e partenze che ti facevono venire il magone.

Sono stata a Deventer, nell’Olanda dell’est , da Samira, anni 1, figlia di due persone che adoro e di conseguenza per via di una strana equazione dei sentimenti, lei, la ‘unenne’, l’adoro ancora di più.
La casa di Samira affaccia su un canale circondato da alberi, e stamattina era tutto più magico del solito. Doveva esserci un gran freddo, la foschia che avvolgeva  il paesaggio, mi faceva pensare a quei boschi fatati, dove  le streghe cattive vengono sconfitte e gnomi, principi e principesse vivono per sempre felici e contenti.

Sorseggiavo il mio caffè latte e sgranocchiavo biscotti alle mandorle, quando mi accorgo di quattro bellissimi cigni, addormentati sull’acqua, con la testa nascosta tra le ali.
Che bello, penso…. una mattinata che ricorda le favole non può che essere di buon auspicio per tutto il resto della settimana.

Monday, 1 October 2012

Saudade

Dei viaggi, mi piace  tutto.
Mi piace preparare la valigia, ogni volta molto minimalista.
Mi piace scegliere un nuovo libro, che  mi ricordi, poi, per sempre quel posto. Saprei dire cosa leggevo in ogni singolo viaggio, anche breve, che ho fatto.
In questo mi ha accompagnato “Sostiene Pereira”, banalmente, perche’  ad aspettarmi c’era una  Lisbona un po’ vintage e malinconica, che mi ha offerto i sapori della cucina lusitana, serate bagnate da buon vino, per poi lusingarmi con le note struggenti del fado.
Ma in realtà, in qualsiasi posto mi trovi, cio’ che veramente importa e’ il tempo passato con chi non vedi spesso, tempo che diventa per questo, forse, piu’ prezioso,  cercando di viverne  ogni istante, come se volessi raddoppiarlo e continui a passeggiare fino a notte fonda,  poi un ultimo drink per continuare quei discorsi, che sono nostri e solo nostri…con quel gruppetto di giovani hippy,che suona una Bossa un po’ nostalgica, note che da sempre mi ricordano te. 
   

Saturday, 22 September 2012

Weekend


Insomma, e’ un periodaccio.
In ufficio non ne sopporto uno,  tra quello che va avanti a salsicce di pollo al curry (alle 8 di mattina) , l‘altro affetto da un raffreddore eterno per colpa del quale gli unici suoni che emette sono soffiate di naso..e le mie povere orecchie che quando non sono troppo traumatizzate dai suoi rumori, sono sottoposte ad ascoltare discorsi che vanno dal calcio, al golf per passare al massimo ai film d’azione…(si, sono tutti maschi, genere umano che ultimamente non reggo).
Per non parlare degli orari di lavoro che sono diventati allucinanti. 
Poi ci sono le telefonate con mia madre, che si lagna per come mia sorella sta organizzando il matrimonio, mentre prima si lagnava perché non si decidevano a pronunciare sto benedetto si.
E per concludere,  mi si e’ammalato l’istruttore di yoga, l’unico uomo capace di rilassarmi.

Meno male che e’ arrivato il weekend


Saturday, 8 September 2012

Prendila così


Sto diventando arida, ormai non provo proprio nulla, ne’rabbia, ne’ lacrime da trattenere, nemmeno la voglia di dire l’ultima.
Niente, neanche un accenno di sintomi da cuore spezzato.
Mi si bloccasse l’appetito…no neanche quello ne risente.
Il ragazzo, anzi dovrei dire l’uomo, che mi aveva fatto riattivare i battiti del cuore, non solo aveva un figlio (del quale, grazie a Dio, mi aveva parlato) aveva, però dimenticato di dirmi che viveva con la madre del di lui pargolo….la compagna, con la quale però ci teneva a dire non va d’accordo.
E non si era nemmeno reso conto che le sue attività da marpione facebookiano le intraprendeva con amiche mie.
Ora, si sa che il mondo e’ piccolo, ma caro mio, sappi che lo diventa ancora di più quando ti dimentichi di attivare per bene le opzioni sulla privacy che quel benedetto social network ti offre.

Insomma un disastro….

Tuesday, 21 August 2012

The lake district


E poi per riprenderti dalla depressione post- vacanze, ci sono i mini break.
Come quello dello scorso weekend, al distretto dei laghi, dove l’estate e’ fresca e piovosa, dove il giorno profuma di  fieno bagnato e i laghi ti riportano a sognare le fiabe, dove le montagne ti chiedono di  essere scalate e il cielo quasi quasi ti sembra raggiungibile e dove i freddi tramonti riescono paradossalmente a riscaldarti il cuore.
Dove ci si prepara alle lunghe camminate con colazioni super nutrienti e incredibilmente abbondanti e dove mappa in mano e zaino in spalla si parte alla scoperta di paesaggi incredibili, dove ti ritrovi immersa nella natura e sommersa dai tuoi pensieri, dove flashback di una vita intera  si mischiano a panorami mozzafiato …. e banalmente pensi a quanto e’ bello il mondo.